Mazzarini: Su quella frana io avrei qualche dubbio

Mazzarini: Su quella frana io avrei qualche dubbio.IL PRIMO RICERCATORE DELL’INGV OSPITE DEL LICEO SCIENTIFICO.

Mancano dati certi, ad oggi tanto rumore per nulla Dalle scarpate agli abissi, lo Jonio si perde sotto il Tirreno. Avere le conoscenze e sapere come applicarle è importante per risolvere i problemi di un territorio. E’ il mes- saggio lanciato da Francesco Mazzarini, geologo e primo ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Pisa, che ha relazionato giovedì scorso, nell’auditorium del Liceo scientifico Filolao, su “Geologia e geometria di frane lungo i margini continentali, esempi dal margine ionico della Calabria e della Sicilia orientale”. Su invito della dirigente scolastica, Antonella Cosentino, e del docente Giuseppe Pirillo, Mazzarini ha illustrato agli studenti del quinto anno i processi geodinamici dei margini continentali che sviluppano pericolosità come la sismicità e la franosità, con particolare riferimento alle frane in mare. I margini continentali, ha spiegato il geologo dell’Ingv, possono essere attivi con la crosta oceanica più densa che va in subduzione sotto quella continentale; passivi quando si forma nuova litosfera come in prossimità di una dorsale; conservativi quando i margini scorrono e non creano nuovi elementi topografici. In tutti i casi si creano processi di sedimentazione con l’apporto di sedimenti, erosione (dinamica marina e frane), deformazione (pieghe e faglie).

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