ULTIME SCOSSE SISMICHE ED IL VULCANO MARSILI

Recentemente è stato pubblicato un’ interessante articolo su alcuni chiarimenti del  Presidente del nostro gruppo “Augustus kroton”, pubblicato il 30 ottobre sulla testata online “wesud” e che potete leggere direttamente qui, attraverso i nostri spazi web, o attraverso il link giù in basso.marsiliNella piana abissale tra Isole Eolie, Calabria e Campania, “riposa” il Marsili il più grande vulcano d’Europa e del Mediterraneo. Il web è in continuo fermento su questo argomento, specialmente i seguaci sciechimichecomplottistiterremoti-indottidagliamericani”. Ma qual è lo stato attuale delle conoscenze scientifiche su questo vulcano?  Figura 1. Batimetria tridimensionale del Tirreno Meridionale e localizzazione del vulcano Marsili (INGV,2015).  Ciò che è noto sul Marsili è legato a studi geofisici (INGV) e campioni prelevati dalla sua sommità. Gli scienziati riferiscono di attività idrotermali e da attività sismica legata a fratturazione superficiale e a degassamento. Due le eruzioni più “recenti” con età di circa 5000 e 3000 anni fa, ma come riporta G.Ventura (INGV 2015)“…sono stati eventi a basso indice di esplosività, e sono avvenute nel settore centrale dell’edificio a circa 850 m di profondità da coni di scorie con raggio minore di 400 metri. In caso di eruzione sottomarina a profondità di 500-1000 metri sul Marsili, l’unico segno in superficie sarebbe l’ acqua che bolle legata al degassamento e galleggiamento di materiale vulcanico (pomici) che rimarrebbe in sospensione per alcune settimane….) Il rischio associato a possibili eruzioni sottomarine è quindi estremamente basso. In termini di pericolosità legata alle eruzioni sottomarine, ai collassi laterali, e a possibili tsunami associati, i dati a disposizione della comunità scientifica, al momento, non consentono di fornire stime quantitative.

Come per i terremoti, il collasso laterale di vulcani sottomarini qualora si verifichi, non è detto che produca tsunami. Al momento attuale, come riporta sempre lo studio di Ventura, “…non vi sono studi quantitativi, scientificamente affidabili, inerenti le fenomenologie sopra riportate per il vulcano Marsili.

Ciò che conosciamo è ancora poco rispetto a quanto sarebbe necessario, ma la morfologia del vulcano non presenta evidenze di significativi collassi laterali di settore per gli ultimi 700.000 anni di attività…” Sempre l’Autore conclude “… Nel record storico e geologico degli tsunami che hanno interessato le coste tirreniche non vi sono evidenze di onde anomale ricollegabili a collassi laterali del Marsili. Non è però detto che nel futuro questi non si possano verificare, e quindi una valutazione della stabilità del Marsili deve essere fatta raccogliendo più dati…” In conclusione è noto che la zona del Tirreno meridionale è caratterizzata da sismicità molto profonda, dovuta al processo di subduzione della litosfera ionica al di sotto della Calabria che produce terremoti di notevole Magnitudo ma profondi e sicuramente non legati ad imminenti e catastrofiche eruzioni del vulcano Marsili.

l’articolo apparso su wesud

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