Centro Storico di Crotone: Esercitazione

Il gruppo di protezione civile “Augustus Kroton”, come previsto nel piano di formazione dell’associazione, ha effettuato una prima esercitazione nel centro storico di Crotone. L’attività coordinata dall’arch. Luigi Manfredi, ha registrato la presenza di diversi soci, che hanno aderito con entusiasmo alla proposta formativa. Il tema affrontato è quello sui rischi nei centri storici, aree in cui il livello di vulnerabilità è molto elevato. Diverse sono state le domande poste dai partecipanti, ai quali sono stati chiariti diversi dubbi. L’area prescelta, per questa prima esercitazione, è stata quella intorno alla Basilica Cattedrale di Crotone, dove percorrendo le vie attigue, su alcuni edifici, sono stati evidenziate diverse criticità, come:

  • esempi di interventi di ristrutturazione che, quasi sempre, possono risultare peggiorativi, rispetto alle condizioni strutturali pregresse;
  • incuria e abbandono di molti manufatti edilizi che risultano pericolanti e fonte di rischio;
  • la mancanza di una segnaletica, del piano di emergenza, con l’indicazione delle vie di fuga, le aree di raccolta, e le norme principali di comportamento, in caso di pericolo;
  • gli spazi liberi che vengono utilizzati come parcheggio, costituendo gli stessi mezzi ostacolo, sia per l’accesso dei mezzi che l’evacuazione verso le vie di fuga;
  • le altezze degli edifici sproporzionate rispetto alle distanze di sicurezza fra di loro.

Insomma una condizione a dir poco preoccupante, dove l’unica certezza è sicuramente un rischio molto elevato. Una situazione raccapricciante, molto simile a quelle verificate proprio nelle aree recentemente colpite dal terremoto, con danni strutturali e perdita di vite umane molto pesanti, determinate proprio da una qualità edilizia inadeguata e fuori da ogni criterio di sicurezza. Eppure, proprio i centri storici, sono da sempre oggetto di discussione, dove i termini spesso usati sono “salvaguardia e riqualificazione”, che pur dovendo rappresentare il cuore propulsore culturale e di sviluppo economico delle città, viene spesso affidato all’iniziativa privata, che poco può fare rispetto alle istituzioni. Tutelare significa anche vigilare, controllare e verificare costantemente nel rispetto di norme, non basta solo delegare le responsabilità a, progettisti, imprese e committenti, solo per rispondere ad una logica formale non sempre nella direzione di curare gli aspetti tecnici sulla prevenzione dei rischi e della sicurezza degli edifici, ma spesso solo per superare questioni di natura burocratica.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Rende Giuseppe ha detto:

    Una bellissima ed utilissima iniziativa. Se posso esservi utile, ritenetemi sempre “a isposizione”. Un caro saluto Pino Rende

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    1. gigimanfredi ha detto:

      Caro Pino, grazie per il commento positivo sull’attività. Il gruppo da poco costituito, vuole proporsi come nucleo tecnico di volontari, per operare sulla prevenzione dei rischi, dell’informazione e per la salvaguardia del patrimonio culturale ed ambientale. Sarebbe interessante tentare insieme di trovare, mezzi e modi per coinvolgerti. Intanto continua a seguirci, online. Un abbraccio
      Gigi Manfredi.

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